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	<title>SuPerAlberi &#187; Senza categoria</title>
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		<title>Pulling test</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Aug 2016 16:43:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pietro Maroè]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<title>Altri interventi</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Feb 2015 16:03:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pietro Maroè]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Altri interventi Eliminazione Gli abbattimenti sono eseguiti con tecniche di depezzamento e caduta controllata in maniera da non causare alcun danno alle piante rimanenti e/o ai manufatti presenti. Gli abbattimenti sono eseguiti fino alla base del fusto, quanto più possibile vicino al terreno, con taglio orizzontale e uniforme. SuPerAlberi, pur avendo le capacità tecniche per effettuare [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1 align="justify"><span style="color: #ced400;"><strong>Altri interventi</strong></span></h1>
<p align="justify"><strong><span style="color: #ced400;">Eliminazione</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;" align="justify"><a href="http://www.superalberi.it/wp-content/uploads/2015/02/1463738_10202147051791755_1815865260_n.jpg"><img class=" size-medium wp-image-771 alignleft" src="http://www.superalberi.it/wp-content/uploads/2015/02/1463738_10202147051791755_1815865260_n-610x407.jpg" alt="1463738_10202147051791755_1815865260_n" width="300" height="200" /></a>Gli abbattimenti sono eseguiti con tecniche di depezzamento e caduta controllata in maniera da non causare alcun danno alle piante rimanenti e/o ai manufatti presenti.</p>
<p style="text-align: justify;" align="justify">Gli abbattimenti sono eseguiti fino alla base del fusto, quanto più possibile vicino al terreno, con taglio orizzontale e uniforme. <strong><span style="color: #ced400;"><a style="color: #ced400;" title="SuPerAlberi" href="http://www.superalberi.it/">SuPerAlberi,</a></span></strong> pur avendo le capacità tecniche per effettuare gli abbattimenti, interviene con l&#8217;abbattimento solo su piante effettivamente pericolose e/o a fine ciclo vitale. Inoltre per mantenere fede alla sua <strong><span style="color: #ced400;"><a style="color: #ced400;" title="Mission" href="http://www.superalberi.it/?page_id=530">mission</a></span></strong> di <strong><span style="color: #ced400;">impatto zero</span></strong>, per ogni albero abbattuto esige l&#8217;impianto di un congruo numero di giovani alberi da definire di volta in volta con la Committenza, in base alle caratteristiche della pianta da abbattere, alla sua specie e al suo impatto sul<span style="color: #ced400;"><strong> “Conto Carbonio”</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="justify"><span style="color: #ced400;"><strong>Fresatura della ceppaia</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">La fresatura o la rimozione delle ceppaie risultanti dagli abbattimenti è necessaria per diminuire la carica di inoculo dei parassiti fungini agenti di marciumi e carie che si instaurano nel legno morto e sono poi in grado di attaccare anche piante sane in stato di deperimento. Tutte le ceppaie presenti e/o risultanti da eventuali abbattimenti devono quindi essere fresate o asportate con idonei macchinari, in maniera da poter eliminare almeno il 90% della ceppaia. Il materiale di risulta deve essere smaltito secondo le vigenti leggi. Il terreno della buca e quello limitrofo deve essere disinfettato con soluzione funghicida a base di ossicloruro di rame e la buca deve essere lasciata aperta affinchè il sole possa svolgere la sua azione “fungicida” almeno 15 giorni.</p>
<p style="text-align: justify;" align="justify"><strong><span style="color: #ced400;">Sostituzione</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;" align="justify">Poich<img class=" size-medium wp-image-848 alignright" src="http://www.superalberi.it/wp-content/uploads/2015/02/DSC_0001-610x406.jpg" alt="DSC_0001" width="300" height="200" />é le piante non sono eterne e alcune devono essere abbattute mentre altre possono deperire negli anni futuri, una corretta gestione del patrimonio arboreo deve prevedere anche degli interventi di sostituzione nel tempo di alcuni esemplari o l’impianto di altri alberi che col tempo andranno a sostituire per forma e dimensioni quelli già presenti inserendo le nuove piante in maniera idonea. Al posto degli alberi abbattuti, potranno essere reimpiantate le piante di dimensioni adeguate. <span style="color: #ced400;"><strong style="color: #ced400;"><a style="color: #ced400;" title="SuPerAlberi" href="http://www.superalberi.it/">SuPerAlberi</a> </strong></span>può prevedere e consigliare la fornitura e messa a dimora di alberi comprensiva di ogni materiale e di ogni operazione atta a fornire il lavoro, eseguito a regola d’arte, assicurando buone condizioni di sviluppo per le piante, nonchè la loro stabilità e la protezione da danneggiamenti. Per ogni esemplare arboreo di nuovo impianto si devono effettuare le occorrenti operazioni di manutenzione atte a mantenere il soggetto in buone condizioni di salute e di sviluppo, per tutto il periodo necessario all’attecchimento (di norma almeno 2 anni).</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ced400;"><a style="color: #ced400;" title="Perizie e Analisi" href="http://www.superalberi.it/?page_id=688"><strong>Analisi fitopatologia-strutturale</strong></a></span></p>
<p style="text-align: justify;" align="justify">Dopo un certo lasso di tempo (indicato nella scheda dal rilevatore), è necessario rielaborazione le schede di rilievo per valutare se siano intervenute modificazioni del rischio meccanico e/o del valore fitosanitario dell’esemplare ed adeguare in tal modo gli interventi gestionali da eseguirsi sull’esemplare</p>
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		<title>I trattamenti fitosanitari</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Feb 2015 15:58:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pietro Maroè]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[I trattamenti fitosanitari Trattamenti endoterapici al fusto Sono interventi straordinari di tipo endoxilematico ad assorbimento mediante microiniezioni con utilizzo di apposite microcapsule e/o metodologia BITE, vengono applicati al fusto delle piante ed hanno impatto ambientale pari a zero. Si utilizzano sulle piante o in caso di forti pullulazioni primaverili di agenti di danno, che potrebbero [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1><strong><span style="color: #ced400;">I trattamenti fitosanitari</span></strong></h1>
<p><span style="color: #ced400;"><strong>Trattamenti endoterapici al fusto</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Sono interventi straordinari di tipo endoxilematico ad assorbimento mediante microiniezioni con utilizzo di apposite microcapsule e/o metodologia BITE, vengono applicati al fusto delle piante ed hanno impatto ambientale pari a zero. Si utilizzano sulle piante o in caso di forti pullulazioni primaverili di agenti di danno, che potrebbero ulteriormente stressare piante già indebolite o per curare patologie altrimenti non trattabili, sfruttando la traslocazione della linfa grezza. In casi particolari si possono anche applicare trattamenti con microelementi nutritivi. Nel caso di microiniezioni alla base del fusto gli ugelli per l&#8217;iniezione devono essere monouso e le punte di trapano per la realizzazione dei fori devono avere diametro inferiori a 3,5 mm. Nel passaggio da un foro all&#8217;altro le punte devono essere sempre disinfettate con immersione in apposita soluzione di sali quaternari d&#8217;ammonio al 1%.<br />
<a href="http://www.superalberi.it/wp-content/uploads/2015/02/IMG_8011.jpg"><img class=" size-medium wp-image-845 alignright" src="http://www.superalberi.it/wp-content/uploads/2015/02/IMG_8011-610x407.jpg" alt="IMG_8011" width="300" height="200" /></a>La metodologia BITE (“puntura”, acronimo di Blade for Infusion in TrEes) è uno strumento per l’infusione di liquidi (es. antiparassitari, fertilizzanti, fitoregolatori, biostimolanti) nel sistema linfatico di piante legnose basato sull’assoluta innovatività della sua lama.<br />
E&#8217; senz&#8217;altro uno strumento innovativo: l’infusione consiste nell’assorbimento spontaneo di liquidi da parte del sistema linfatico senza applicazione esterne. L’efficacia dell’infusione dipende soprattutto dalla velocità e dalla pressione linfatica, che dipende dalle caratteristiche tipiche della pianta (es. monocotiledone/dicotiledone; conifera/latifoglia; porosità diffusa/anulare), da variabili fisiche ( es. forma e diametro dei vasi linfatici), fisiologici ( es. fase fenologica, massa fogliare e radicale e relativa efficienza, stato sanitario), da variabili ambientali ( es. umidità e temperatura dell’aria e del suolo, ventosità), nonché dal metodo di applicazione.<br />
I metodi di infusione attualmente in uso, cosi come quelli basati sull’iniezione a pressione ( applicazione di una pressione esterna), prevedono la produzione di molti fori e di dimensioni piuttosto ragguardevoli attraverso i quali veicolare il liquido</p>
<p style="text-align: justify;">I limiti della produzione di un foro consistono principalmente :<br />
&#8211; Nella necessaria disponibilità di un trapano,<br />
&#8211; Nell’asportazione di un importante volume di legno vitale,<br />
&#8211; Nel forte riscaldamento e, conseguentemente, parziale devitalizzazione dei tessuti cambiali della pianta, responsabili della successiva cicatrizzazione della ferita prodotta,<br />
&#8211; Nella lacerazione e frammentazione dei tessuti cambiali con conseguente ulteriore rallentamento della cicatrizzazione,<br />
&#8211; Nella cavitazione del sistema vasale (suzione d’aria dei vasi nel tempo che intercorre tra la produzione del foro e l’immissione del liquido), con conseguenti danni fisiologici alla pianta e rallentamento dell’infusione stessa.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo metodo è stato concepito dai ricercatori dall’Università di Padova, con l’intento di far assorbire spontaneamente alla pianta un liquido nel rispetto della sua anatomia e della sua fisiologia, riducendo il trauma alla pianta e favorendo sia uno spontaneo assorbimento del liquido, sia una più veloce cicatrizzazione non necessitando della preliminare produzione di un foro.<br />
Il numero di ” punture” per pianta è funzione soprattutto del suo stato fisiologico ed è comunque minore del numero di fori classicamente effettuato in base al diametro con tutte le altre metodologie endoxilematiche.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ced400;"><a style="color: #ced400;" title="SuPerAlberi" href="http://www.superalberi.it/"><strong>SuPerAlberi</strong></a></span> controlla e mette a punto le corrette metodologie di intervento anche grazie alla ventennale esperienza maturata nei trattamenti endoxilematici dei suoi tecnici, ed è in grado di offrire alla sua clientela un servizio di eccellenza e assolutamente all’avanguardia per la cura delle piante arboree ed il contenimento di insetti agenti di danno (per es: Processionaria, Cameraria, Tingide, Afidi, Acari, carenze nutrizionali e parassiti fungini).<br />
<a href="http://www.superalberi.it/wp-content/uploads/2015/02/IMG_8022.jpg"><img class=" size-medium wp-image-846 alignleft" src="http://www.superalberi.it/wp-content/uploads/2015/02/IMG_8022-610x407.jpg" alt="IMG_8022" width="300" height="200" /></a>Particolare attenzione è disposta inoltre nella disinfezione degli strumenti utilizzati, nel caso di presenza di patogeni facilmente trasmissibili per ferita, sia durante le operazioni di endoterapia che durante le operazioni di potatura, con immersione in apposita soluzione di sali quaternari d&#8217;ammonio. Dopo la potatura di ogni pianta, le catene e le lame delle <span style="color: #d37f27;"><a style="color: #d37f27;" href="http://www.stihl.it/Prodotti-STIHL/Prodotti-ad-accumulatore/047803/Motoseghe-ad-accumulatore.aspx"><strong>motoseghe utilizzate</strong></a></span> sono smontate e immerse nella soluzione disinfettante per eliminare tutti i residui di potatura e la segatura depositatasi durante le operazioni di taglio.<br />
La soluzione disinfettante è sempre presente in cantiere durante l&#8217;effettuazione dell&#8217;intervento e viene rinnovata quotidianamente.<br />
Contestualmente ad ogni intervento di potatura, le parti delle piante soggette agli interventi sono sottoposte ad un trattamento antiparassitario biologico a base di ossicloruro di rame. Questo trattamento deve interessare tutte le zone coinvolte dalle operazioni di potatura con diametri di taglio superiori a 10 centimetri di diametro (tale accorgimento può non risultare necessario nel caso di conifere con elevata produzione di resina) ed, indipendentemente dalle dimensioni, tutte le zone eventualmente interessate da interventi di dendrochirurgia preventiva-conservativa.<br />
Il personale addetto alla somministrazione dei prodotti antiparassitari è dotato di tutti i dispositivi di protezione individuale previsti in ottemperanza al D.L.vo 81, nonché di abilitazione all&#8217;uso dei fitofarmaci rilasciata ai sensi del D.P.R. 03.08.1968 n°1255 (patentino per l&#8217;acquisto e uso dei prodotti antiparassitari).</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ced400;"><strong>Trattamenti in chioma</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">I trattamenti fitosanitari in chioma mirano a ridurre l’effetto di miceti agenti di cancri rameali e degli insetti agenti di danno, onde evitare un peggioramento dello stato di salute della pianta, oltre a coadiuvare eventuali interventi all&#8217;apparato radicale. Devono essere eseguiti con prodotti biologici (tipo ossicloruro di rame e piretroidi naturali o con antiparassitari a basso impatto ambientale approvati per interventi di lotta biologica). La loro distribuzione deve essere effettuata con mezzi adeguati, ad elevata capacità di micronizzazione ed alto potere di penetrazione all’interno delle chiome e con portata utile superiore a 30 m in maniera da aumentare l’effetto del prodotto. I trattamenti devono essere effettuati nelle ore serali, poco prima del tramonto, in giornate non troppo calde, così da evitare rischi di ustione dei tessuti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ced400;">Trattamenti al terreno</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le piante potrebbero necessitare, nel caso di danni alle radici e/o di operazioni di scavo, o semplicemente per le non adeguate condizioni del terreno di interventi di modificazione fisico-chimica del terreno e di rivitalizzazione dell’apparato radicale.<br />
Il trattamento al terreno, eseguito con idonea tecnologia e perizia tecnica permette di diminuire gli stress fisiologici, facilita il recupero delle piante attivando il cappillizio radicale, migliora la distribuzione delle radici e favorisce la ricolonizzazione e lo sviluppo di micorrizze radicali che permettono un migliore assorbimento degli elementi nutritivi.<br />
In questo modo migliora anche la produzione di nuovi tessuti legnosi di sostegno sul fusto.<br />
Gli interventi di modificazione del terreno vengono effettuati con pali iniettori gestiti da apposite macchine distributrici in grado di esercitare elevate pressioni che permettono, inoculando i prodotti, di modificare le caratteristiche fisiche chimiche e biologiche del terreno. Tale intervento ha molti effetti benefici per gli apparti radicali: decompatta il terreno rendendolo più permeabile, facilita gli scambi gassosi, tende ad abbassare il pH del terreno facilitando così l’assorbimento di macro e micro elementi.<br />
L&#8217;inoculo di microflora utile (micorrizze e batteri simbionti), permette una miglior attività delle radici assorbenti e le difende dagli attacchi di agenti patogeni, creando un ambiente maggiormente idoneo allo sviluppo del cappillizio radicale e svantaggiando al contempo gli organismi dannosi in competizione e gli eventuali ceppi di agenti patogeni.</p>
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		<title>Il consolidamento</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Feb 2015 15:56:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pietro Maroè]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Il consolidamento Consolidamento delle branche Per gli interventi necessari a migliorare la tenuta meccanica della struttura arborea, attraverso il consolidamento di alcune parti di pianta, utilizziamo cavi elastici in polipropilene tipo “cobra” o “boa” da 4 tonnellate di portata minima, oppure cavi in dyneema con portate superiori alle 10 ton. Tali cavi possono, eventualmente, essere [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1><strong><span style="color: #ced400;">Il consolidamento</span></strong></h1>
<p><span style="color: #ced400;"><strong>Consolidamento delle branche</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.superalberi.it/wp-content/uploads/2015/02/IMG_0554.jpg"><img class=" size-medium wp-image-850 alignleft" src="http://www.superalberi.it/wp-content/uploads/2015/02/IMG_0554-610x458.jpg" alt="IMG_0554" width="300" height="225" /></a>Per gli interventi necessari a migliorare la tenuta meccanica della struttura arborea, attraverso il consolidamento di alcune parti di pianta, utilizziamo cavi elastici in polipropilene tipo “cobra” o “boa” da 4 tonnellate di portata minima, oppure cavi in dyneema con portate superiori alle 10 ton. Tali cavi possono, eventualmente, essere dotati di ammortizzatore interno o di apposite fasce che evidenziano eventuali situazioni di pericolo. Gli ancoraggi elastici a due o più vie non devono creare una struttura iperstatica ma devono conservare l’idonea elasticità dei tessuti dell’albero in maniera da diminuire i rischi di rotture e/o scosciature delle branche principali delle piante che hanno presentato problemi strutturali di tipo meccanico in chioma. Tali consolidamenti non devono provocare strozzature e/o abrasioni ai fusti (si deve installare adeguata protezione salva corteccia) e devono essere posizionati in pianta secondo le migliori conoscenze tecniche attuali. Potranno essere utilizzate apposite fasce per salvaguardare i fusti dalle abrasioni ed in grado di indicare l’avvenuta eccessiva sollecitazione grazie alla comparsa di appositi segnalatori (tree-saver). Tali consolidamenti andranno attentamente ispezionati ogni 3 anni.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ced400;">Consolidamento fusto</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><img class=" size-medium wp-image-852 alignright" src="http://www.superalberi.it/wp-content/uploads/2015/02/IMG_0733-610x458.jpg" alt="IMG_0733" width="300" height="225" />E’ un’operazione assai rara, adeguata solo su piante monumentali di notevole importanza storica e botanica e deve essere comunque studiata caso per caso.</p>
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		<title>Il tree climbing</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Feb 2015 15:55:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pietro Maroè]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Treeclimbing Il Tree-climbing, ossia l’arrampicata in pianta, è una tecnica che consente all’arboricoltore di ispezionare e di “lavorare” l’albero nella maniera più consona allo sviluppo architettonico della pianta stessa, anche senza l’utilizzo di pesanti piattaforme aeree che il più delle volte causano un indesiderato compattamento del terreno. L’arboricoltore può attraversare in sicurezza tutta la [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1 align="justify"><strong><span style="color: #ced400;">Il Treeclimbing</span></strong></h1>
<p align="justify">Il Tree-climbing, ossia l’arrampicata in pianta, è una tecnica che consente all’arboricoltore di ispezionare e di “lavorare” l’albero nella maniera più consona allo sviluppo architettonico della pianta stessa, anche senza l’utilizzo di pesanti piattaforme aeree che il più delle volte causano un indesiderato compattamento del terreno.</p>
<p align="justify"><img class="  wp-image-783 alignleft" src="http://www.superalberi.it/wp-content/uploads/2015/02/IMG_0651-610x458.jpg" alt="IMG_0651" width="486" height="364" />L’arboricoltore può attraversare in sicurezza tutta la chioma e può spostarsi sulle branche valutando attentamente tutti quelli che sono i deficit strutturali e i problemi fitopatologici della pianta osservandoli dal punto di vista più confacente allo stato strutturale della pianta. Con questo metodo l’operatore non è obbligato nei suoi movimenti dagli spostamenti possibili della piattaforma aerea ma può raggiungere e <span style="color: #ced400;"><a style="color: #ced400;" title="La potatura" href="http://www.superalberi.it/?p=719"><strong>potare</strong></a> </span>i rami che effettivamente devono essere potati trovandosi nella posizione più idonea per effettuare un taglio corretto; può posizionare i consolidamenti nel modo più adatto; può penetrare nelle parti più fitte della chioma senza dover per forza sfrondare per permettere il passaggio del cestello.</p>
<p align="justify">E’ logico che il tree-climbing costituisca una tecnica molto utile per ispezionare gli esemplari arborei e per potervi lavorare, ma è altrettanto certo che non basta essere dei bravi “scalatori di piante” per effettuare degli interventi idonei e mirati. Per tale motivo i nostri operatori in treeclimbing oltre ad aver seguito appositi corsi di formazione per l&#8217;utilizzo in sicurezza di tale tecnica (D.Lgs 81), possono dimostrare che la utilizzano regolarmente per la cura degli esemplari arborei e possiedono idonei titoli di specializzazione nel campo dell&#8217;arboricoltura ornamentale (corsi di potatura superiori a 200 ore e/o diploma di perito agrario o equipollenti e/o laurea in agraria o equipollenti) .</p>
]]></content:encoded>
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		<title>La potatura degli alberi</title>
		<link>https://www.superalberi.it/la-potatura-degli-alberi/</link>
		<comments>https://www.superalberi.it/la-potatura-degli-alberi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 Feb 2015 15:54:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Pietro Maroè]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[La potatura degli alberi Tipologie principali di potatura Si possono distinguere vari interventi di potatura su esemplari maturi anche se sovente questi interventi possono venire eseguiti in contemporanea e in “dosi” diverse. I principali interventi di potatura sugli alberi possono essere suddivisi in: &#8211; potatura di rimonda &#8211; potatura di alleggerimento &#8211; potatura di selezione &#8211; [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #ced400;"><strong>La potatura degli alberi</strong></span></h1>
<p><span style="color: #ced400;"><strong>Tipologie principali di potatura</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Si possono distinguere vari interventi di potatura su esemplari maturi <img class=" size-medium wp-image-782 alignright" src="http://www.superalberi.it/wp-content/uploads/2015/02/IMG_0488-610x458.jpg" alt="IMG_0488" width="300" height="225" />anche se sovente questi interventi possono venire eseguiti in contemporanea e in “dosi” diverse.</p>
<p style="text-align: justify;">I principali interventi di potatura sugli alberi possono essere suddivisi in:<br />
&#8211; potatura di rimonda<br />
&#8211; potatura di alleggerimento<br />
&#8211; potatura di selezione<br />
&#8211; potatura di riduzione<br />
&#8211; potatura di ricostruzione<br />
&#8211; cura delle ferite</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ced400;">Potatura di rimonda</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per potatura di rimonda si intende l’eliminazione di tutte le parti secche, ammalate o deperienti presenti sulla chioma, oltre a tutte le altre presenze estranee (piante rampicanti, ferri, corde, nylon, ecc.) eventualmente rinvenute sugli alberi in oggetto. In questa voce rientra anche la potatura di messa in sicurezza che prevede l’eliminazione del rischio di schianto di branche e/o rami attuando interventi di potatura in maniera adeguata alla situazione particolare, così da prevenire l’eventuale rottura di parti deficitarie. Nel caso non fosse possibile ridurre il rischio se non eliminando le branche o i rami mal inseriti e/o pericolosi, si dovrà procedere in tal senso.<br />
Questo tipo di potatura permette di ridurre le infestazioni di insetti e le infezioni di parassiti fungini oltre che diminuire i rischi di caduta di branche più o meno secche.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ced400;">Potatura di alleggerimento</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per potatura di alleggerimento si intende una potatura effettuata sulla parte distale di rami, per lo più orizzontali, in maniera da scaricarli dell’eccessivo peso apicale, renderli strutturalmente più resistenti e facilitare lo sviluppo di rametti e/o gemme a legno più interne rispetto agli apici dominanti. A seconda dello stadio fisiologico della pianta, ma anche del singolo ramo, si può procedere all&#8217;eliminazione selettiva di epitoni o ipotoni.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ced400;"><strong>Potatura di selezione</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">Consiste nell&#8217;eliminazione di una certa quantità di rami e branche secondarie. L&#8217;altezza ed il diametro della chioma dell’albero restano comunque immutati alla fine dell’intervento. La potatura di selezione ha lo scopo di diradare la chioma ed eliminare getti poco vigorosi ed in competizione tra loro, far penetrare maggiormente la luce all&#8217;interno ed aumentare la resistenza meccanica al vento operando in maniera tale da ottenere una distribuzione quanto più possibile regolare delle branche e dei rami rimanenti, senza lasciare parti di chioma troppo fitte e/o troppo rade. Generalmente questo tipo di potatura è effettuabile anche in estate.<br />
<a href="http://www.superalberi.it/wp-content/uploads/2015/02/IMG_0336.jpg"><img class=" size-medium wp-image-849 alignleft" src="http://www.superalberi.it/wp-content/uploads/2015/02/IMG_0336-610x458.jpg" alt="IMG_0336" width="300" height="225" /></a>Vanno inoltre asportati i rami destinati ad essere eliminati dalla pianta stessa (in funzione del visibile ingrossamento del collare) o ammalorati, rami e/o branche mal inseriti o che si intersecano tra loro, quelli troppo vicini e che occupano il medesimo spazio vitale (in competizione per spazio e luce), quelli orientati verso il centro della chioma e quelli inseriti con angolo troppo stretto sulla branca portante. Vanno risolti anche gli eventuali problemi strutturali (presenti o &#8220;in nuce&#8221;), selezionando rami codominanti o diminuendo problemi da corteccia inclusa. Nella potatura di selezione vengono anche eliminati in maniera corretta tutti i ricacci, i germogli epicormici e i polloni presenti al di sotto dell’impalcatura principale della pianta.<br />
Facilitando l’ingresso dei raggi solari all’interno della chioma e diminuendo l’umidità relativa presente nella zona interessata dall’apparato fotosintetizzante questo intervento permette di irrobustire le branche, diminuire l’effetto vela della parte aerea e di limitare gli attacchi di parassitari.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ced400;">Potatura di riduzione</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; il modo più semplice, ma spesso anche il più semplicistico, per contenere lo sviluppo di una pianta. Per potatura riduzione e/o di contenimento si intende una riduzione in altezza ed in larghezza della chioma eseguita mediante il raccorciamento (al massimo di un terzo della lunghezza dei rami e/o delle branche) effettuato con la tecnica del taglio di ritorno ed il raccorciamento dei rami laterali quel tanto che occorre affinché non interferiscano con le linee elettriche, eventuali punti luce, facciate delle case e/o eventuali altre infrastrutture urbane. Il taglio di ritorno consiste nella potatura della parte terminale di un ramo o una branca con un taglio immediatamente al di sopra di un altro ramo o branca di dimensioni paragonabili e con andamento similare (asse dominante) in modo che questo possa fungere da punta di sostituzione (tiralinfa).<br />
La pianta dovrebbe mantenere la stessa struttura principale che aveva prima dell&#8217;intervento. Il taglio di ritorno dovrà essere effettuato selezionando un “ramo tiralinfa” di adeguate dimensioni (non inferiore a 1/3 in diametro rispetto al diametro del ramo “freccia” tagliato, meglio se di dimenzioni paragonabili). Tale ramo tiralinfa dovrà avere inclinazione corretta, in modo da non essere troppo debole rispetto alla punta che dovrà sostituire (inclinazione non inferiore a + 30 gradi rispetto al piano orizzontale); l’esecuzione del taglio del ramo “freccia” dovrà essere netta e con la medesima inclinazione del ramo tiralinfa rimanente. Eventualmente il ramo tiralinfa potrà anch’esso subire interventi cesori in relazione alla necessità di renderlo maggiormente adatto allo scopo (ulteriori tagli di ritorno e/o di selezione per modificarne, nella maniera necessaria, la vigoria).<br />
Dopo l&#8217;operazione la pianta provvede a riemettere nuova vegetazione, con il risultato che l&#8217;intervento deve venire periodicamente ripetuto, mediamente ogni 3 -5 anni a seconda della specie (notevole carico manutentivo). In ogni caso la riduzione della chioma non è la soluzione ai problemi della pianta, scatenando processi di disseccamento, marcescenza e fenomeni di degrado vegetativo. Resta comunque sempre da evitare l&#8217;intervento drastico di capitozzatura (topping) che oltre a distruggere i meccanismi di difesa della pianta ne deturpa irrimediabilmente anche l&#8217;aspetto estetico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ced400;">Potatura di ricostruzione della chioma</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nel caso vi siano state grosse rotture di branche per cause naturali o capitozzi pregressi cui sia seguito un notevole riscoppio vegetativo, la potatura di ricostruzione deve tendere a selezionare i nuovi getti tra quelli con migliore inserzione e distribuzione sulla branca e possibilmente ridare alla pianta anche una struttura tale per cui, nel tempo, si possa riconoscere l’habitus caratteristico della specie.<br />
Gli interventi di ricostruzione permettono quindi, nel tempo, di ricostruire la struttura tipica di una pianta che abbia subito in passato drastiche riduzioni della chioma, attraverso un&#8217;adeguata selezione dei ricacci e dei polloni, risolvendo competizioni strutturali e/o fotosintetiche. E&#8217; un intervento che, richiedendo una elevata conoscenza della biologia e della meccanica della pianta, deve essere effettuato solo da specialisti e nel complesso può essere costituito da tutti gli interventi di potatura precedentemente descritti, calibrati in funzione della pianta, dello stadio fisiologico e delle condizioni ambientali.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ced400;">Cura delle ferite</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per cura delle ferite si intendono tutti quegli interventi, successivi ad eventi traumatici che hanno provocato ferite sulle radici, sul fusto e/o sulle branche, miranti a permettere alla pianta di creare in una prima fase adeguato callo di reazione e successivamente un adeguato legno di ferita così da diminuire i rischi di infezione da parassiti nell’immediato e fare in modo che il legno di reazione prodotto successivamente possa svilupparsi in maniera armonica e con caratteristiche di sostegno adatte (dendrochirurgia preventiva-conservativa).</p>
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